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Come Imparare il Grappling

Le arti marziali rivestono, da sempre, grande fascino ed interesse: col tempo alle discipline più antiche e più conosciute, come karate e judo, se ne sono affiancate altre che hanno dato origine alle arti marziali miste: in altri termini sono stati creati nuovi stili di lotta unendo tecniche provenienti da altre discipline.

Il Grappling è uno stile di lotta che si svolge sia in piedi che a terra: questa tecnica è nata dall’unione della lotta libera e dello jiu-jitsu brasiliano, ossia quelle ritenute le migliori discipline per quanto riguarda rispettivamente la lotta in piedi e la lotta a terra: da questo mix è nata uno sport di combattimento in cui è consentito sia colpire che lottare. Per tali motivi è considerato il miglior metodo di difesa personale, praticabile da chiunque.

Coloro che praticano questa disciplina vengono chiamati grapplers, contraddistinti da un abbigliamento specifico: pantaloncini corti ed una maglietta aderente (chiamata rash guard), mentre l’uso delle scarpe è facoltativo, anche se si tende a farne a meno. Recentemente è stato introdotto la variante che prevede l’uso del kimono. Le competizioni durano soltanto cinque minuti durante i quali si deve cercare di sottomettere l’avversario, sia colpendolo con pugni e calci (caratteristica della lotta in piedi) che attraverso l’applicazione di idonee leve articolari o prese dolorose (caratteristiche della lotta a terra).

L’incontro termina quando la presa effettuata è talmente efficace da costringere l’avversario ad arrendersi, ossia ad ammettere che non può liberarsi dalla presa: il segno di resa avviene tramite un segnale verbale, quindi pronunciando la propria sconfitta, oppure attraverso un segnale fisico, consistente nel battere con la mano o con il piede sul tappeto. Naturalmente non tutti i combattimenti del grappling terminano con una sottomissione definitiva: in tali casi vince chi, durante l’incontro, ha guadagnato più punti tecnici, valutati dai giudici di gara.

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