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Come Funziona la Xilografia

La xilografia è un procedimento di stampa che utilizza una matrice incisa di legno, di qualità variabile, sebbene tra i maggiormente utilizzati ci siano il bosso, il faggio, il pero ed il sicomoro. Tali matrici vengono successivamente inchiostrate e, mediante fasi successive comprendenti l’utilizzo del torchio, impiegate per una riproduzione seriale dello stesso soggetto.

Caratteristica fondamentale della xilografia, oltre alla estrema facilità di applicazione della tecnica, è la sua economicità, caratteristiche che hanno garantito una felice sopravvivenza della stessa nel corso dei secoli. L’origine della xilografia, infatti, è antichissima, e risale alla Cina dell’VII sec. d.C. Viene da sé che, successivamente alla diffusione della carta, anche l’incisione ebbe un grandissimo sviluppo, che trovò il suo apice nel ‘500.

In questo susseguirsi di avvenimenti storici, indimenticata e molto antica è la Madonna del Fuoco di Forlì, considerata la protettrice della città e scampata ad un incendio scoppiato durante la notte in una chiesa della città. Essa è una delle xilografie più antiche sopravvissute fino ai tempi moderni, ed oltre all’indubbio valore artistico presenta dunque una componente storica di enorme valore. Tra i principali interpreti della tecnica xilografica, poi, merita menzione Holbein il vecchio e Lucas Cranach, che, oltre ad essere stati portavoce della tecnica in quanto tale, sono stati apripista per una successiva evoluzione della stessa, reificata nella incisione a chiaroscuro con due, tre e quattro legni.

Dopo la indiscussa ed appena accennata fertilità Cinque e Seicentesca, la xilografia vive un periodo di nuovo fervore nell’800, in concomitanza con un aumento della diffusione di libri e giornali. È a tale periodo che si deve l’introduzione di tavolette in legno di bosso e in generale di legni più duri, tagliati perpendicolarmente allo sviluppo della venatura, nell’applicazione di una tecnica successivamente denominata xilografia di testa ed introdotta per primo da Thomas Bewick, al quale va ascritto il merito parallelo all’introduzione della tecnica di aver contribuito a farne un fenomeno di massa, data la rinnovata facilità di utilizzo per la produzione di diverse centinaia di esemplari. Evoluzioni più moderne hanno portato alla scoperta di materiali di base quali il linoleum come sostitutivo del legno.
Per quanto riguarda il quadro più squisitamente italiano, una brillante rinascita della xilografia è datata inizio ‘900, ed è palesemente testimoniata dalla rivista “L’Eroica” di Cozzani, che divenne mezzo ufficiale degli xilografi italiani, facendosi portavoce addirittura della prima Mostra degli xilografi ed incisori italiani nel 1912.